Arte e guerra: conoscere il conflitto per allenarsi alla pace

Arte e guerra: conoscere il conflitto per allenarsi alla pace

L’opera di Yoko Ono, Imagine peace, esposta durante una manifestazione pacifista a Londra nel 2022.

Ormai ogni giorno siamo costretti ad assistere a scenari raccapriccianti in tv e sui social, pieni di immagini che raccontano l’orrore delle guerre che si stanno svolgendo ancora oggi nel nostro mondo avanzato e globalizzato.


Ogni guerra è diversa dall’altra: ha motivazioni proprie, generali diversi, armi ed eserciti differenti dagli altri. I risultati però di solito sono gli stessi: morte e devastazione.
È allora il momento di prendere una pausa per osservare – attraverso le opere degli artisti – ciò che le guerre passate e presenti possono comunicare. L’arte ci aiuta a riflettere non solo sugli avvenimenti, ma anche su emozioni e sentimenti legati ai conflitti.
E questa consapevolezza può portarci a sviluppare un pensiero critico capace di riconoscere e allontanare almeno da noi il clima conflittuale e di lavorare piuttosto in prima persona per una “pace preventiva”, evocativo titolo di un progetto dell’artista Michelangelo Pistoletto.

Se osserviamo i libri di storia, la guerra viene spesso raccontata attraverso i numeri: date, trattati di pace, numero di soldati o confini che si spostano. Ma come si fa a raccontare la paura, il coraggio, il dolore o la speranza di chi ha vissuto quei momenti? È qui che l’arte può aiutarci. Studiare e riflettere sulle varie visioni che la guerra ha assunto nel corso dei secoli può sostenere alunne e alunni a capire che i contesti passati, in cui la guerra germogliava come trionfo e sopravvivenza per un popolo, ora sono mutati e che la guerra da necessità e gloria, è ora dipinta, grazie all’arte contemporanea come il grido di un dolore collettivo.

In classe possiamo allenarci alla pace con un percorso che prevede un breve excursus tra le grandi ere dell’arte: dall’arte antica all’arte più attuale, dai grandi arazzi alle tavole di un fumetto, come si sono evolute le visioni della guerra? E quale di queste visioni è la più funzionale allo stare bene in classe e nel mondo?
Nella scheda che proponiamo ogni era è rappresentata da opere iconiche a tema guerra corredate da esercizi di confronto e analisi per allenare l’occhio non solo alle differenze stilistiche, ma anche per allenare l’empatia e la sensibilità alle emozioni espresse sui volti rappresentati.

Se nell’antichità si dava risalto ai risultati della guerra e ai grandi cortei cerimoniali, nell’arte contemporanea ogni artista è portatore di una visione singolare che si traduce in immagini pop che possano raggiungere facilmente il grande pubblico. Ne sono un esempio i fumetti di Zerocalcare e gli slogan pubblicitari di Yoko Ono che escono dai luoghi deputati dell’arte per riversarsi nelle piazze più trafficate di tutto il mondo.

Il laboratorio

Qui è possibile scaricare il percorso didattico dedicato alla guerra e alle sue molteplici visioni.
A corredo dell’articolo vi è un dizionario per allenarsi a dare un nome alle emozioni e infine il laboratorio ispirato ai graffiti di Banksy.

Martina Lolli è una delle docenti che hanno collaborato alla didattica del nuovo corso di arte e immagine Incontro con l’arte, disponibile anche in versione compatta.

Guarda la presentazione del corso.

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