Artemisia e le altre
Rosalba Carriera e Giulia Lama: due pittrici nella Venezia del Settecento

Rosalba Carriera e Giulia Lama: due pittrici nella Venezia del Settecento

Autoritratti di Rosalba Carriera e Giulia Lama

Per chi lo desidera, oggi è possibile ammirare i volti di Rosalba Carriera (1673-1757) e di Giulia Lama (1681-1747) in un luogo diverso da quella Venezia del XVIII secolo in cui sono nate, hanno vissuto e si sono affermate – rivaleggiando anche tra di loro – come artiste; al primo piano della Galleria degli Uffizi di Firenze, infatti, sono esposti l’uno accanto all’altro gli autoritratti delle due pittrici della Serenissima, insieme a quelli di molti altri pittori i cui self-portrait fino a qualche anno fa erano allineati nel celebre Corridoio vasariano, recentemente riaperto al pubblico dopo un lungo lavoro di restauro.
Entrambe, nell’immagine di sé che hanno voluto consegnare ai posteri, hanno scelto di raffigurarsi come artiste consapevoli del proprio ruolo, con in mano gli strumenti del mestiere e lo sguardo fiero rivolto a chi le osserva.

Una miniaturista di fama internazionale

Rosalba Carriera, nata a Venezia nel 1673, fu una delle poche artiste a non essere figlia d’arte: il padre, infatti, amministrava delle podesterie e la madre faceva la ricamatrice; cresciuta in una famiglia borghese, fu educata all’arte, alla musica e alle lingue straniere.

Fin da giovane Rosalba si distinse per le sue eleganti miniature su avorio che attirarono l’attenzione di pittori veneziani, collezionisti e mercanti; molti viaggiatori, soprattutto inglesi, che si trovavano in Italia per completare il loro Grand Tour si fecero immortalare da lei, diffondendo così la sua arte oltre i confini della laguna.

Con il tempo, Carriera passò alla tecnica del pastello, che le consentì di conferire maggiore lucentezza e splendore ai suoi soggetti. La sua fama, nel 1720, la portò fino a Parigi, dove ottenne grandi riconoscimenti e conobbe i più importanti artisti e intellettuali della capitale francese; tra questi c’era Jean-Antoine Watteau, di cui Rosalba eseguì un bel ritratto e dal cui stile pittorico fu profondamente influenzata. In seguito, lavorò alla corte imperiale di Vienna dove ebbe un successo pari a quello riscosso a Parigi. 

Oltre ai ritratti, Carriera eseguì numerose figure allegoriche, alcuni soggetti religiosi e diversi autoritratti, tra cui quello del 1715 degli Uffizi. Nella ritrattistica ufficiale la pittrice cercava di unire alla verosimiglianza una sorta di abbellimento richiesto dalla committenza dell’epoca, mentre i suoi autoritratti si distinguono per una cruda – a volte spietata – aderenza alla realtà. Nell’ultimo, conservato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, Rosalba si ritrae anziana, con i capelli grigi e arruffati, incoronata di alloro, la bocca serrata in un’espressione severa, lo sguardo malinconico e velato a causa dei problemi alla vista che la portarono, negli ultimi anni della sua vita, alla completa cecità. Un elemento di eccezione e di modernità è costituito dal fatto che Rosalba Carriera non ebbe mai un vero e proprio mecenate, mantenendo (come è ampiamente documentato dal suo ricco carteggio) la più totale autonomia e indipendenza nel suo lavoro. Per questo motivo qualcuno l’ha definita una business woman ante-litteram!

Una pittrice che con i suoi chiaroscuri “spaventava anche i santi”

Giulia Lama nacque a Venezia nel 1681 nella parrocchia di Santa Maria Formosa, non si sposò né ebbe figli e visse sempre nella casa di famiglia in calle Lunga, nel sestiere di Dorsoduro. Non risulta fosse una pittrice di professione (non era iscritta nei registri della Fraglia) e si manteneva dedicandosi all’arte del ricamo; in gioventù studiò matematica e scrisse componimenti in versi ispirati allo stile di Petrarca.

Per tutta la sua esistenza fu accompagnata dal giudizio meschino dei suoi contemporanei che sottolineavano più il suo aspetto fisico poco avvenente («essa ha tanta bruttezza quanto spirito» scrisse l’abate Conti in una lettera del 1728) rispetto al suo talento e alla sua cultura.

A differenza della maggior parte delle artiste dell’età moderna, Giulia Lama non si dedicò a quei generi ritenuti adatte alle donne, quali nature morte, ritratti, miniature o quadretti devozionali. Ebbe l’audacia di misurarsi con la grande pittura, realizzando pale d’altare e affreschi di tema biblico e mitologico per le chiese e i palazzi della Serenissima.
Alcune sue opere si possono osservare ancora oggi: la pala per l’altare maggiore di Santa Maria Formosa e la Crocifissione con gli apostoli per la chiesa di San Vidal a Venezia, il Cristo incoronato di Spine e il Cristo sulla via del Calvario nell’eremo di Monte Rua, nei Colli Euganei. 

Ciò che, però, più di tutto generò scalpore fu il fatto che la pittrice raffigurasse dei nudi maschili (ad esempio nella celebre tela Giuditta e Oloferne, esposta alla Galleria dell’Accademia di Venezia), soggetto assolutamente vietato alle donne del suo tempo. A tal proposito, possono risultare illuminanti le parole della scrittrice Anna Banti, autrice del saggio Quando anche le donne si misero a dipingere: «Ma osserviamole queste composizioni così ardue, contrastate tra i toni fervorosi e quelli freddi; non sembrano più disegnate, ma dipinte con violenza, i corpi vibrano, i muscoli scattano, la fatica umana trionfa: dove mai Giulia, così ritirata e schiva, va a pescare i suoi modelli? Forse all’Arsenale, tra gli operai nudi, sotto sforzo, avvampati di arsura e di sudore…».
Lama morì nel 1747 e venne sepolta nella chiesa veneziana dei Santi Giovanni e Paolo.  

SPUNTI DIDATTICI

Confrontare due opere

Dividere la classe in due gruppi e fare analizzare gli autoritratti di Rosalba Carriera e Giulia Lama conservati agli Uffizi. Che cosa ci raccontano delle due artiste, del loro temperamento, del loro stile? Invitare studentesse e studenti a scrivere un breve testo, in versi o in prosa, in cui le due donne si presentano al pubblico in prima persona.

Viaggiatori del Grand Tour

Far viaggiare virtualmente la classe tra i musei d’Europa e le chiese veneziane, in cerca dei capolavori di Rosalba Carriera e di Giulia Lama. Le diverse collocazioni delle opere delle due pittrici che cosa ci raccontano del loro percorso e del loro successo? Quale delle due si avvicina maggiormente all’idea di artista dei nostri giorni? Creare due squadre che dibattano sulla questione.

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