Artemisia e le altre
Jeanne Hébuterne: compagna e musa di Modigliani “fino all’estremo sacrificio”

Jeanne Hébuterne: compagna e musa di Modigliani “fino all’estremo sacrificio”

Jeanne Hébuterne, Autoritratto, olio su cartone (1916).

La tormentata storia d’amore con Amedeo Modigliani, la tragica morte a poche ore di distanza da quella del suo amato: le vicende umane e artistiche di Jeanne Hébuterne (Meaux, 1898 – Parigi, 1920) hanno ispirato romanzi, film e canzoni, facendo di lei un personaggio leggendario che spesso ha finito per mettere in ombra la pittrice raffinata e sensibile che è stata.

Amante e musa di Modì

La giovane Jeanne Hébuterne, cresciuta in una famiglia di ferventi cattolici, fu introdotta dal fratello André nella comunità artistica di Montparnasse, sulla rive gauche di Parigi; ammirata per la delicatezza dei suoi lineamenti e per i lunghi capelli ramati, divenne presto una modella molto ricercata. Desiderosa, però, di cimentarsi attivamente nella pittura, Jeanne si iscrisse all’Académie Colarossi, una tra le poche istituzioni del tempo in cui erano ammesse le donne.

Paul Guillaume, Amedeo Modigliani presso il suo studio a Parigi (1915).

Nella primavera del 1917, in occasione di una festa in maschera, conobbe Amedeo Modigliani, artista livornese ed ebreo più vecchio di lei di vent’anni; con lui intraprese un’intesa e tormentata storia d’amore, diventando la sua musa, modella e amante.

Soprannominato Modì – in francese maudit vuol dire “maledetto” –, Modigliani era famoso per la sua vita dissoluta e il carattere focoso, oltre che per i ritratti dai colli allungati e dagli occhi senza pupille che, purtroppo, nessuno voleva acquistare…

Jeanne, timida e silenziosa, finì per essere travolta da quell’uomo affascinante e squattrinato che viveva di sogni e di chimere, affogando le sue frustrazioni nell’alcol e nella droga. 

Nell’estate del 1918, a causa delle precarie condizioni di salute di Amedeo, che era malato di tisi, la coppia si trasferì in Costa Azzurra, in cerca di un clima più mite e di un ambiente tranquillo in cui far nascere il bambino che la ragazza portava in grembo; il 29 novembre nacque loro figlia, che fu chiamata Jeanne come la madre.

Modì, entusiasta al pensiero di essere diventato padre, si trattenne troppo a lungo a brindare nei bistrot di Nizza e, così, trovò chiusi gli uffici dell’anagrafe dove avrebbe dovuto effettuare il riconoscimento della neonata.

Il pittore non riconobbe mai ufficialmente la bambina (che porterà il cognome Modigliani soltanto perché alla morte dei genitori sarà adottata dalla sorella di Amedeo) né sposò mai, nonostante le ripetute promesse, la sua giovane compagna. Nella primavera dell’anno successivo la famiglia fece già ritorno a Parigi: Jeanne era di nuovo incinta, Amedeo sempre più debilitato; la piccola, così, fu affidata alle cure di una balia. 

I due trascorsero l’inverno in un appartamento gelido, vivendo nel più assoluto degrado: dappertutto c’era sporcizia, bottiglie di vino vuote, bicchieri rotti e scatole di sardine (il solo cibo che potevano permettersi). Jeanne, schiacciata dalla personalità di Modì, non trovò mai né la forza né il coraggio per reagire o per chiedere aiuto.

Amedeo Modigliani, Jeanne Hébuterne con cappello e collana. Olio su tela, 1917.

Un tragico destino

Il 24 gennaio del 1920 Modigliani morì a causa di una meningite tubercolare. Jeanne Hébuterne fu portata nella casa paterna, ma, all’alba del giorno seguente, la ragazza, al nono mese di gravidanza, si lanciò dalla finestra dell’appartamento – che si trovava al quinto piano – morendo sul colpo.

Il corpo fu vegliato dalle amiche di Jeanne, circondate dai suoi disegni, sparsi per terra, nei quali la pittrice si era rappresentata nell’atto di pugnalarsi il petto. La maggior parte delle sue opere – disegni, bozzetti, olii su tela – sono andate perdute oppure sono state distrutte o occultate dai suoi familiari.

I signori Hébuterne, che fin dal principio avevano disapprovato la relazione con Modigliani, fecero seppellire la figlia clandestinamente in un piccolo cimitero alla periferia di Parigi; soltanto alcuni anni più tardi permisero di trasferire la sua salma al Père Lachaise, affinché potesse essere riunita al grande amore della sua vita. La scritta sulla lapide la ricorda come “devota compagna sino all’estremo sacrifizio”. Nemmeno l’epitaffio ha restituito a Jeanne quell’individualità che in tutta la sua breve vita, in fondo, non ha mai avuto!

Un personaggio da romanzo

Nel corso degli anni, la figura di Jeanne Hébuterne, il suo folle amore per Modì e la sua tragica fine hanno ispirato molti scrittori, registi e cantautori che le hanno dedicato opere appassionate, dando vita a un personaggio leggendario, dietro al quale si nascondono i tormenti e le passioni di una giovane donna – e pittrice dall’acerbo, ma promettente, talento – che non seppe sopravvivere alla morte dell’uomo che amava più della sua stessa vita.

Oltre ai romanzi di Paola Romagnoli (Ho saltato prima dell’alba, 2006), Franco Donatini (Modigliani, mon amour, 2014), Anna Burgio (Di schiena, Jeanne Hébuterne senza Modigliani, 2016) e Stefania Colombo (Jeanne Hébuterne, La luce di Modigliani, 2024), i tormenti di Jeanne Hébuterne sono stati raccontati da Francesca Diotallevi, in un testo accessibile anche a un pubblico di giovani lettori: nelle pagine del suo romanzo Amedeo, je t’aime (2015) è la stessa Jeanne a raccontare la sua storia, iniziando proprio da quella sera d’inverno del 1920, in cui la ragazza, disperata e incinta del secondo figlio, decide di mettere fine alla propria vita; da quel momento si sviluppa la narrazione dei tre anni precedenti, attraverso i ricordi della stessa Hébuterne. Un amore assoluto che scardinerà ogni convenzione, indifferente a regole e tabù, obbedendo all’unica legge a cui non ci si può sottrarre, quella del cuore. 

SPUNTI DIDATTICI

Conoscere l’arte attraverso la musica

Anche il mondo della musica non è rimasto indifferente al fascino di Jeanne Hébuterne e cantautori di fama internazionale quali Patti Smith (Dancing barefoot), Vinicio Capossela (Modì) e Véronique Pestel (Jeanne Hébuterne) le hanno dedicato alcuni brani carichi di poesia.

Far ascoltare i brani proposti in classe e far votare a maggioranza quello su cui lavorare. Scelto, far realizzare un elaborato multimediale in cui la canzone possa fare da sottofondo alla storia tra Modì e Jeanne Hébuterne e alla presentazione delle loro opere più importanti.

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