Capolavori dal mondo. L'Arte come ponte interculturale, alla luce delle Indicazioni Nazionali 2025

Capolavori dal mondo. L'Arte come ponte interculturale, alla luce delle Indicazioni Nazionali 2025

Maschere africane dal volume di arte e immagine “Incontro con l’arte”

Le nostre aule sono microcosmi che riflettono la complessità del mondo globale. E l’integrazione di studenti e studentesse provenienti da differenti parti del mondo va considerata non solo una sfida didattica, logistica e linguistica, ma un’opportunità straordinaria per arricchire l’intero tessuto educativo. Affinché la convivenza si trasformi in una vera inclusione è però fondamentale adottare strategie che valorizzano attivamente le identità di tutte le studentesse e di tutti gli studenti.

Le forme di espressione artistica delle diverse civiltà offrono un canale di comunicazione universale e potente: l’arte infatti non conosce confini storici o geografici. Dare evidenza alla cultura artistica d’origine dei nostri studenti è uno strumento di integrazione insostituibile: consente di trasformare l’aula in un laboratorio interculturale e inclusivo dove le diverse tradizioni pittoriche, plastiche, architettoniche vengono scoperte, studiate, celebrate e confrontate, creando un senso di appartenenza profondo e reciproco.

A questo scopo, sono stati progettati i percorsi Capolavori dal mondo, disponibili nel nuovo manuale Incontro con l’arte compatto e in tutti i corsi di arte e immagine a marchio Deascuola, aggiornati secondo le nuove Indicazioni Nazionali 2025.

Questi e altri laboratori interdisciplinari sono disponibili nel corso Incontro con l’arte – volume unico 2026, e nei fascicoli riforma allegati ai corsi Incontro con l’arte 2025, Giotto, Il sogno di Artemisia, Emozioni visive.

In queste pagine laboratoriali si illustrano capolavori artistici di differenti culture, dell’Africa, dell’India, della Cina, dell’America centrale, e del Vicino oriente, e si offrono spunti di confronto su temi fondamentali come la memoria, il tempo, la maschera che diventano oggetto di proposte laboratoriali per l’elaborazione e la creazione di prodotti artistici personali e collettivi. 

Indice dei percorsi Capolavori dal mondo

Vicino Oriente Moschee e arabeschi, simboli dell’arte islamica

  • Un tema a confronto: La fortuna della tassellazione
  • Laboratorio creativo: Realizza un arabesco di carte colorate

Cina Strumenti di difesa

  • Un tema a confronto: La protezione scolpita
  • Laboratorio creativo: Modella un esercito di pace

Africa Un’arte da vivere: le Maschere

  • Un tema a confronto: Il mistero “scolpito” nel volto
  • Laboratorio creativo: Crea delle maschere propiziatorie

Americhe Il tempo per Maya e Aztechi

  • Un tema a confronto: Rappresentare il tempo
  • Laboratorio creativo: Dall’arte precolombiana nasce… un fumetto

India Le forme sacre della memoria

  • Un tema a confronto: Arte effimera
  • Laboratorio creativo: Dipingi un mandala

Prendiamo ad esempio l’arte africana che, come tutti questi percorsi, è strutturata in tre step. Si parte dall’esplorazione e dalla contestualizzazione della tradizione della maschera, “universo complesso e affascinante” radicato in miti e riti antichi. Un approccio che, tra l’altro, risponde pienamente all’obiettivo ministeriale di riconoscere e valorizzare le diverse identità e tradizioni culturali in un’ottica di dialogo interculturale.

Nel successivo confronto tematico si avvicina una maschera della popolazione Fang e una scultura di Amedeo Modigliani, e si evidenzia come l’arte africana abbia rivoluzionato il linguaggio artistico occidentale del Novecento, influenzando movimenti come il Cubismo e il Primitivismo. Analisi che permette agli studenti di comprendere l’influenza tra le culture, un traguardo di sviluppo fondamentale per la maturazione di una coscienza civile. Il percorso si conclude con la proposta laboratoriale basata sul “fare artistico” come metodo per razionalizzare le emozioni, interpretare il mondo e creare coesione nel gruppo classe: la creazione di maschere propiziatorie, per “proteggere la classe” dalle emozioni negative, spiritelli maligni come l’invidia o l’aggressività, ed evocare/invocare le virtù sociali come la pazienza e l’ascolto reciproco.

Le fasi del Laboratorio Creativo

Seguendo le indicazioni operative del percorso e i principi della didattica inclusiva, il laboratorio in classe può essere strutturato in queste fasi:

1. Osservazione e Analisi Critica (Fase di Input).

Gli studenti analizzano le maschere Gelede (della tradizione Yoruba) e le maschere Fang, comprendendone la funzione rituale e il legame con gli antenati e le forze femminili. Si riflette sul fatto che tradizionalmente indossare una maschera significava comunicare con l’invisibile e trasmettere valori morali.

2. Progettazione Simbolica (Fase Ideativa).

Ogni allievo decide quale “virtù” o “forza benigna” deve rappresentare la propria maschera per favorire l’affiatamento del gruppo classe (es. saggezza, autocontrollo ecc.).

3. Realizzazione con Materiali di Riciclo (Fase Operativa).

  • Si prepara la base utilizzando un contenitore di plastica riciclato rivestito di strisce di carta (da pacco o velina) bagnate con colla vinilica.
  • Si definiscono i volumi (naso, bocca, occhi) sfruttando le forme del contenitore.
  • Si applica la decorazione pittorica seguendo la simmetria, caratteristica tipica delle maschere africane, usando colori acrilici.
  • Si aggiungono dettagli materici come conchiglie, piume, bottoni o tappi, fissandoli con colla a caldo.

4. Socializzazione e Allestimento (Fase di Cittadinanza).

Le maschere vengono collocate all’ingresso della classe come segno augurale di coesione. Questa fase risponde all’obiettivo di creare un luogo (classe o cortile) che valorizzi il contributo di ciascuno al bene comune.

L’integrazione di questi percorsi nella programmazione scolastica permette di attuare quel “Nuovo Umanesimo” auspicato dalle Indicazioni Nazionali 2025, nel nome del quale la scuola diventa presidio di umanità e luogo di cura delle relazioni. Avvicinarsi all’arte di altre civiltà, anche attraverso un laboratorio, significa educare al rispetto, inteso come traguardo di una mente flessibile capace di pensare insieme “identità e alterità” senza pregiudizi, e porre le basi per costruire una comunità scolastica più coesa e consapevole.


Carla Zaffaroni è una delle docenti che hanno collaborato alla didattica del nuovo corso di arte e immagine Incontro con l’arte e di altri manuali di successo come Giotto.

Guarda la presentazione del nuovo corso Incontro con l’arte.

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