I simboli della mia città raccontati in un libro pop-up

I simboli della mia città raccontati in un libro pop-up

Pagina del libro pop-up dedicata al Biscione, simbolo di Milano, realizzata dagli alunni della scuola secondaria di I grado “Rinascita – A. Livi” di Milano

Un libro deve insegnare qualcosa anche solo con la sua forma.

Bruno Munari

In un mondo dominato da schermi, contenuti e libri digitali sfogliabili con un dito, il libro pop-up continua ad affascinare. Nonostante la tecnologia ci offra letture sempre più immediate e interattive, c’è qualcosa di coinvolgente nel gesto di aprire una pagina e vedere un’immagine che si solleva, si muove e prende vita nello spazio.

Pagina di una rivista per bambini di libri pop-up con “The Girl Who Loved Tom Gordon” di Stephen King

I più antichi libri “animati” risalgono al Rinascimento, quando venivano usati per spiegare concetti religiosi o scientifici, come quello di Petrus Apianus con dischi che ruotano (volvelle) per spiegare i fenomeni astronomici.

I primi libri illustrati tridimensionali  nascevano invece tra Ottocento e Novecento, grazie a creatori come Lothar Meggendorfer e Vojtěch Kubašta, e si afferma negli anni ’30 con il termine “pop-up”, coniato dalla casa editrice americana Blue Ribbon Press.

Artisti come Fortunato Depero e Bruno Munari hanno immaginato libri da vivere con tutti i sensi: tattili, mobili, pieghevoli, da sfogliare come oggetti, non solo come testi.

Fortunato Depero, Libro bullonato- Sailko, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons

Preparasi al laboratorio sul pop-up dedicato a Milano

Ho proposto agli alunni della scuola secondaria di I grado “Rinascita – A. Livi” di Milano la realizzazione di un libro pop-up dedicato ai simboli più rappresentativi della città.

La fase preparatoria del laboratorio ha previsto un’introduzione storica sulla fondazione di Milano e sulle trasformazioni avvenute nel tempo. 

La classe ha avviato un lavoro di ricerca sui simboli più riconoscibili della città esplorandola sotto diversi aspetti: l’arte, le leggende, la gastronomia, il design, la moda. In seguito è stato organizzato un confronto e una discussione collettiva per selezionare sette simboli da rappresentare nel libro pop-up:

  • La bottiglia di Campari – design e pubblicità milanese per eccellenza.
  • Il biscione visconteo – il famoso serpente-drago dello stemma cittadino.
  • Il Panettone – l’iconico dolce natalizio.
  • Il Cenacolo vinciano – l’Ultima Cena di Leonardo, tesoro rinascimentale.
  • Il risotto alla milanese – piatto simbolo della città a base di riso e zafferano, la spezia più preziosa (dal tipico colore giallo).
  • La scrofa semilanuta – animale leggendario legato alla fondazione della città.
  • La moda – abiti e accessori che raccontano la capitale del fashion.

La classe è stata divisa in coppie o gruppi da tre e a ciascun gruppo è stato affidato uno dei simboli. Ogni gruppo ha lavorato in autonomia, ma seguendo un percorso condiviso. Il lavoro finale è stato arricchito da una breve descrizione scritta, redatta da ogni gruppo, che ha accompagnato la rappresentazione visiva e spiegato in modo sintetico la storia del simbolo scelto.

Il laboratorio

Materiali necessari

  • Cartoncini colorati (formato A4 o A3)
  • Carta con texture 
  • Forbici
  • Colla stick e colla vinilica
  • Righelli e pieghevoli
  • Manuali o schede sui meccanismi pop-up

NB In rete esistono diversi tutorial che spiegano passo dopo passo le tecniche per costruire i meccanismi di un libro pop-up. Questi strumenti possono essere molto utili per approfondire, sperimentare e trovare nuove idee. Vedi per es. https://www.wikihow.it/Fare-un-Libro-Pop-Up

Fasi del lavoro

1. Progettazione delle pagine del libro pop-up

Immaginare un tema preciso per ogni pagina (es. un simbolo, una scena, un luogo) e un meccanismo pop-up pensato per valorizzarlo: pieghe centrali, sollevamenti, finestre, alette, elementi mobili ecc.

2. Preparazione delle sagome

Disegnare e ritagliare gli elementi principali che emergeranno dal foglio.
Bisogna tenere conto della loro posizione, dimensione e movimento all’interno della pagina.

3. Assemblaggio dei meccanismi

Per montare con cura le parti mobili, si devono prima incollare i fondi e poi le componenti che devono “muoversi” aprendosi. Ogni meccanismo va testato per verificare che si apra e si richiuda correttamente.

4. Decorazione e dettagli

Infine si possono aggiungere texture, scritte, sfondi, contorni e particolari grafici. Questi elementi arricchiscono la scena e aiutano a rendere più narrativa e coinvolgente ogni pagina.

Obiettivi del laboratorio

  • Conoscere e rappresentare i simboli di Milano.
  • Stimolare creatività e manualità.
  • Lavorare in gruppo in modo cooperativo.
  • Integrare arte, storia e educazione civica.
  • Sviluppare sintesi visiva e testuale.
  • Osservare e interpretare il territorio.

Ecco alcuni lavori realizzati durante il mio laboratorio tenuto in classe nella scuola secondaria di primo grado “Rinascita – A. Livi” di Milano.

Giusy Mellino è una delle docenti che hanno collaborato alla didattica del nuovo corso di arte e immagine Incontro con l’arte e di altri manuali di successo come Giotto.

Guarda la presentazione del nuovo corso Incontro con l’arte.

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