L’Arte del saper riutilizzare: dalle "Spoglie" antiche alla sostenibilità moderna

L’Arte del saper riutilizzare: dalle "Spoglie" antiche alla sostenibilità moderna

Mezquita Catedral, la grande moschea, oggi Cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione, Cordova, Spagna.

Ho sempre pensato allo spoglio dei monumenti antichi come a una perdita di testimonianze del passato e della loro integrità; dopo aver viaggiato e visto capolavori come la moschea di Kairouan in Tunisia, quella di Cordova in Spagna, o più vicino il Duomo di Pisa, ho cambiato prospettiva e lo spoglio mi è apparso non più come una perdita, ma come un riuso, un recupero a km zero di materiali edili.

Quelle che per l’epoca erano “macerie” sono state trasformate di volta in volta in edifici di grande significato simbolico e di uso pragmatico. Vi propongo quindi una unità di apprendimento volta ad osservare l’architettura del passato in chiave civica.

L’esigenza di riciclare e ottimizzare le risorse non è solo un’esigenza contemporanea.  Nella storia dell’architettura, il recupero e il reimpiego di materiali lapidei provenienti da strutture più antiche – una pratica nota storicamente come fenomeno dei corpora spoliata o reimpiego – ha dato vita ad alcuni dei monumenti più iconici del patrimonio dell’umanità.

Per gli studenti della scuola secondaria di primo grado, questo argomento rappresenta un eccezionale “ponte” visivo e concettuale: permette di esplorare capolavori del passato e, al contempo, introduce riflessioni attualissime su sostenibilità, economia delle risorse e rispetto della memoria storica.

Il concetto chiave: perché si reimpiegava?

Prima di analizzare i monumenti, è utile proporre agli studenti una distinzione fondamentale sulle motivazioni del riuso nel passato:

MOTIVAZIONEDESCRIZIONEOBIETTIVO DIDATTICO
Pragmatica ed EconomicaEstrarre la pietra dalle cave e trasportarla era estremamente costoso e faticoso, smontare edifici romani o bizantini in disuso era la soluzione più veloce ed economica.Sviluppare il concetto di ottimizzazione delle risorse e “chilometro zero” nell’antichità.
Ideologica e PoliticaAppropriarsi dei materiali di un impero o di una cultura precedente significava ereditarne visivamente il prestigio, la forza e la legittimità (la cosiddetta romanitas).Insegnare a “leggere” i messaggi politici e simbolici nascosti nelle facciate o negli interni dei monumenti.

Alcuni grandi esempi italiani ed internazionali 

Per strutturare la lezione, si suggerisce di viaggiare idealmente nel Mediterraneo attraverso questi straordinari casi di studio:

La Piazza dei Miracoli di Pisa (Toscana)

Italia Pisa, Colonna di spoglio inserita
nel portale del Battistero di San Giovanni

Composta dal Duomo, dal Battistero, dalla famosa torre e dal camposanto, capolavori del Romanico pisano, rappresenta l’esempio italiano ideale per parlare di reimpiego litico.

La sua particolarità strutturale risiede nell’uso massiccio di materiali di spoglio: marmi, iscrizioni, capitelli e colonne prelevati da monumenti di epoca romana. A differenza di altre costruzioni medievali, dove i materiali antichi venivano nascosti o frantumati per fare la malta, gli architetti pisani decisero di esibire orgogliosamente le pietre romane sulle facciate esterne nei portali degli edifici ben in mostra. Camminando lungo il fianco esterno del Duomo, in particolare sul lato rivolto al Camposanto, si possono notare blocchi di marmo con iscrizioni latine capovolte, frammenti di sarcofagi romani e decorazioni imperiali, perfettamente integrate nella struttura medievale. Il portale a est del Battistero e l’architrave, sono elementi di reimpiego. Gran parte di questi materiali proveniva, via mare, dalle rovine di antichi edifici di Roma e di Ostia antica, altri da bottini di guerra sottratti ai musulmani durante le spedizioni della Repubblica Marinara di Pisa a Palermo (1063) e a Mahdia (Tunisia, nel 1087). Questo riutilizzo non era dettato solo da motivi economici o di scarsità di materiali, ma aveva un fortissimo valore politico e ideologico: inserire le pietre di Roma nelle proprie mura serviva a Pisa per proclamarsi la “Nuova Roma”, legittimando la propria grandezza e potenza nel Mediterraneo attraverso i fasti dell’antico Impero Romano. 

Il Duomo di Siracusa (Sicilia) 

Un caso unico al mondo in cui non sono state spostate le pietre, ma è l’intero edificio ad essere stato riutilizzato. Si tratta di un magnifico tempio dorico del V secolo a.C. (dedicato ad Atena) le cui monumentali colonne greche sono state inglobate all’interno delle mura della cattedrale cristiana, nel VII secolo. Il vescovo Zosimo durante la dominazione bizantina, fece murare gli spazi vuoti tra le colonne, abbattere la cella del tempio e aprire otto archi per lato per ricavare le tre navate della chiesa.

Palazzo Barberini (Roma)

Costruito tra 1625 e il 1633 per la potente famiglia Barberini i cui blocchi di travertino e marmo provengono direttamente dallo spoglio del Colosseo.  Questa pratica era diffusa anche nella Roma rinascimentale e barocca, dove i monumenti dell’antichità pagana venivano considerati vere e proprie cave di pietra. Il saccheggio sistematico del monumento da parte della famiglia diede origine al celebre detto popolare: “Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini” (“Ciò che non fecero i barbari, lo fecero i Barberini”).

La Grande Moschea di Cordova (Spagna)

Fondata nel 785 dall’emiro ʿAbd al-Raḥmān I, è uno dei massimi capolavori dell’arte islamica in Occidente. Sorge sul sito della precedente basilica visigota di San Vincenzo utilizzandone i materiali. La sua straordinaria “foresta” di archi e colonne sfrutta centinaia di fusti in marmo, diaspri e graniti con relativi capitelli provenienti dalle rovine di templi e teatri romani.

La Grande Moschea di Kairouan (Tunisia)

Fondata nel 670, è il più antico e prestigioso luogo di culto islamico del Nord Africa, le gallerie del cortile e l’immensa sala di preghiera ipostila sono sostenute da oltre 400 splendide colonne e capitelli in granito e porfido. Questi materiali furono recuperati dalle rovine di Cartagine e Sousse (antica Susa romana).

Spunti Operativi per il Laboratorio di Arte e Immagine

Il taccuino del restauratore

Dopo questa breve carrellata, risulta sicuramente utile far conoscere ed osservare il materiale di recupero utilizzato per la costruzione di monumenti nel territorio vicino alla vostra scuola. Questa osservazione è meglio svolgerla sul luogo; laddove non si possa effettuare una gita scolastica, ritengo possa essere data come compito a casa, con l’opzione eventuale per coloro che sono impossibilitati a muoversi per problemi famigliari, di svolgere una ricerca in internet. I ragazzi e le ragazze possono fare una vera e propria caccia fotografica per trovare il materiale lapideo. Laddove ci sia la possibilità i monumenti possono essere diversi e il frutto di tale ricerca può convogliare in un’esposizione collettiva reale o visuale di foto e didascalie. Inoltre è possibile simulare un rilievo architettonico: partendo dalle fotografie gli alunni dovranno ricalcare la struttura ed evidenziare con colori diversi le parti “originali” medievali/islamiche da quelle “reimpiegate” di epoca romana.

Il collage dei frammenti

Far ritagliare ai ragazzi immagini fotocopiate o tratte dai giornali di dettagli architettonici classici, o bizantini (colonne, texture di mattoni, vetrate) per ricomporre la facciata di un edificio immaginario “di riuso”.

Progettazione green e plastici

Legare la storia dell’arte all’Educazione Civica (Obiettivo 12 dell’Agenda 2030: Consumo e produzione responsabili) stimolando gli studenti a progettare un piccolo modello architettonico tridimensionale utilizzando esclusivamente imballaggi o materiali di scarto casalingo (cartone, tappi, plastica).

Opzioni territoriali: il reimpiego in Italia

CittàMonumentoElementi di ReimpiegoSpunto Didattico / “Caccia al tesoro visiva”
Roma (Centro)Basilica di Santa Maria in TrastevereLe 22 colonne in granito che separano le navate provengono dalle monumentali Terme di Caracalla. I capitelli ionici e corinzi ospitano ancora piccole teste scolpite di divinità egizie (Iside, Serapide), originariamente venerate dai romani.Trova la divinità: Gli studenti possono cercare le teste pagane nascoste all’interno di una chiesa cristiana, riflettendo sulla stratificazione religiosa e culturale.
Spoleto (Centro)Tempietto del Clitunno (Patrimonio UNESCO)Questo minuscolo edificio paleocristiano/longobardo è un “puzzle” di pezzi romani: colonne scanalate, capitelli corinzi ed elementi di fregi antichi ricomposti insieme a pezzi scolpiti ex novo nel Medioevo per imitare lo stile classico.Il falso storico: Un ottimo spunto per spiegare come i Longobardi usassero il reimpiego per legittimarsi, creando un edificio che sembra romano ma è medievale.
Milano (Nord)Colonne di San LorenzoLe 16 imponenti colonne corinzie poste davanti alla basilica facevano parte di un tempio o di un edificio pubblico romano del II-III secolo d.C. Furono trasportate qui nel IV secolo per completare l’accesso alla nascente basilica.Urbanistica e memoria: Mostra come pezzi di architettura antica possano essere “traslocati” all’interno della stessa città per ridefinire lo spazio pubblico.
Benevento (Sud)Chiesa di Santa Sofia (Patrimonio UNESCO)
All’interno di questa straordinaria pianta stellata longobarda, la cupola è sorretta da un cerchio di colonne con capitelli romani di spoglio di altezze e marmi differenti, adattati con basi diverse per livellarli.


Carla Zaffaroni è una delle docenti che hanno collaborato alla didattica del nuovo corso di arte e immagine Incontro con l’arte e di altri manuali di successo come Giotto.

Guarda la presentazione del nuovo corso Incontro con l’arte.

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