Le Linee Guida per la Didattica Digitale Integrata (DDI)

Le Linee Guida per la Didattica Digitale Integrata (DDI)

Che cosa prevede il documento del Miur contenente le linee guida previste dal Piano per la ripresa di settembre? Osserviamolo punto per punto…

Si trovano in questo documento le indicazioni perché ogni Istituto scolastico, attraverso il Collegio docenti, si doti di un Piano scolastico per la didattica digitale integrata (DDI), da integrare o allegare al POF. Il documento quindi invita a prevedere e integrare, alla modalità e didattica in presenza, la didattica a distanza le cui basi sono state poste dal decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, (articolo 1, comma 2, lettera p) in seguito all’emergenza sanitaria Covid.

Nelle Linee Guida si precisa che la DDI riguarda in particolare le scuole secondarie II grado, che dovranno adottare il Piano “in modalità complementare alla didattica in presenza, per le altre scuole verrà adottato solo nel caso di nuovo lockdown (p. 2 del Documento).

Il Piano per la didattica digitale integrata implica una preliminare rilevazione del fabbisogno di tablet, pc e connessioni di docenti e studenti che verranno concessi in comodato d’uso (p. 2) e prevede un Orario minimo nel caso si ripresenti la necessità di “spostare” totalmente in modalità virtuale l’ambiente di apprendimento: almeno 10 ore settimanali per le classi prime della primaria, almeno 15 per le scuole del primo ciclo (primarie, tranne le classi prime, e secondarie di primo grado), almeno 20 per il secondo grado.

Indica inoltre brevemente gli obiettivi, le metodologie, gli strumenti di verifica che riportiamo qui in sintesi per comodità, rimandando al documento.

Gli obiettivi da perseguire

Al team dei docenti e ai consigli di classe è affidato il compito di rimodulare le progettazioni didattiche al fine di porre gli alunni, pur a distanza, al centro del processo di insegnamento-apprendimento per sviluppare quanto più possibile autonomia e responsabilità,  individuando:

  • i contenuti essenziali delle discipline;
  • i nodi interdisciplinari;
  • gli apporti dei contesti non formali e informali all’apprendimento.

Metodologie

È da preferire la lezione in videoconferenza che favorisce il confronto e la rielaborazione del sapere, “consente la costruzione di percorsi interdisciplinari, nonché di capovolgere la struttura della lezione”.

Alcune metodologie si adattano particolarmente alla didattica integrata e alla costruzione attiva del sapere:

  • didattica breve;
  • l’apprendimento cooperativo;
  • la flipped classroom;
  • il debate;
  • project based learning

È prevista una formazione mirata che ponga i docenti nelle condizioni di affrontare in maniera competente queste metodologie, in particolare delle piattaforme in uso e facendo riferimento al Quadro europeo delle competenze digitali del personale scolastico (pp. 8-9).

Strumenti di verifica

Ai consigli di classe e ai singoli docenti è demandato il compito di individuare gli strumenti per la verifica degli apprendimenti inerenti alle metodologie utilizzate. Il documento precisa che “qualsiasi modalità di verifica di una attività svolta in DDI non possa portare alla produzione di materiali cartacei”.

Gli eaborati degli alunni vanno poi conservati in appositi repository a ciò dedicati dall’istituzione scolastica.

Valutazione

Oggetto della valutazione sarà non solo il singolo prodotto, ma l’intero processo. La valutazione deve essere costante, garantire trasparenza e tempestività e, ancor più laddove dovesse venir meno la possibilità del confronto in presenza, la necessità di assicurare feedback continui sulla base dei quali regolare il processo di insegnamento/apprendimento.

La valutazione formativa tiene conto:

  • della qualità dei processi attivati;
  • della disponibilità ad apprendere;
  • a lavorare in gruppo;
  • dell’autonomia;
  • della responsabilità personale e sociale;
  • del processo di autovalutazione.

In tal modo, la valutazione della dimensione oggettiva delle evidenze empiriche osservabili è integrata, anche attraverso l’uso di opportune rubriche e diari di bordo, da quella più propriamente formativa in grado di restituire una valutazione complessiva dello studente che apprende.

Gli Strumenti da Utilizzare

Ogni scuola deve prevedere una piattaforma che abbia sufficienti spazi di archiviazione, registri per la comunicazione e gestione delle lezioni e delle altre attività, al fine di semplificare la fruizione delle lezioni medesime nonché il reperimento dei materiali (p. 3).

Negli appositi repository (archivi digitali sulla piattaforma dedicata) verranno conservati non solo le  attività e i prodotti degli studenti ma anche le video-lezioni svolte dal docente fruibili anche in modalità asincrona (p. 4).

Ai consigli di classe e ai singoli docenti è demandato il compito di individuare gli strumenti per la verifica degli apprendimenti inerenti alle metodologie utilizzate. Il documento precisa che “qualsiasi modalità di verifica di una attività svolta in DDI non possa portare alla produzione di materiali cartacei”. Gli elaborati degli alunni vanno poi conservati in appositi repository a ciò dedicati dall’istituzione scolastica.

Orario

Nella II di II grado, in caso di attività digitale complementare a quella in presenza, il gruppo che segue l’attività a distanza rispetta per intero l’orario di lavoro della classe salvo che la pianificazione di una diversa scansione temporale della didattica, tra alunni in presenza e a distanza, non trovi la propria ragion d’essere in motivazioni legate alla specificità della metodologia in uso.

Come detto, nel caso in cui la DDI divenga strumento unico di espletamento del servizio scolastico, a seguito di eventuali nuove situazioni di lockdown, saranno da prevedersi quote orarie settimanali minime di lezione: almeno 15 per la scuola secondaria di primo grado, almeno 20 per la scuola secondaria di secondo grado (pp. 5-6).

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