Artemisia e le altre
Rose Bertin: la prima stilista

Rose Bertin: la prima stilista

Se pensiamo a quanto l’industria della moda sia importante per l’economia e la cultura contemporanea, a quanto la Francia sia stata a lungo il centro più importante dell’alta moda, e se consideriamo che tutto questo ha avuto il suo atto di nascita sotto il regno di Luigi XVI grazie all’estro di Rose Bertin, possiamo farci un’idea della statura di questo personaggio.

Marie-Jeanne Bertin (1747-1813), nota con il suo nome d’arte “Rose”, è la prima vera stilista della storia. Nata in una famiglia modesta ad Abbeville, cittadina già famosa per la produzione di tessuti, iniziò a lavorare come una sarta qualsiasi, prima ad Amis, dove fece gavetta come crestaia, poi in una boutique a Parigi.

Il suo talento la portò in poco tempo ad aprire una propria boutique, Le Grand Mogol: il nome orientaleggiante, che stringeva l’occhio al gusto per l’esotico del Settecento, unito alla grazia del nome d’arte che si scelse, fanno intuire quanto fosse moderna la sua intelligenza imprenditoriale.

In pochi anni Bertin creò una vera e propria rivoluzione nella concezione del vestito femminile: se i modelli prima erano tutti simili per forma e struttura, Bertin scatenò su di essi un’inventiva bizzarra e mai vista, aggiungendo dettagli e accessori sempre nuovi (ventagli, ombrellini, pizzi, fiori, piume di uccello). Ogni sua creazione era concepita come un’opera d’arte unica, che doveva in qualche modo rivelare qualcosa della proprietaria.

Jean-François Janinet, Ritratto di Rose Bertin, 1780 ca. Olio su tela, 11,6×9,9 cm. Metropolitan Museum of Art, New York.

La modista di Maria Antonietta

Non è meraviglia se, data l’importanza che si attribuisce alla moda, la prima modista, la divina Mademoiselle Bertin, avrà più influsso su Maria Antonietta che non tutti i ministri, giacché questi sono sostituibili a dozzine e quella invece è unica e incomparabile.


Stephen Zweig, Maria Antonietta, Castelvecchi editore, Roma 2013

Il suo successo la portò a diventare la modista personale di Maria Antonietta, per la quale disegnava ben due modelli a settimana, e con la quale strinse una forte amicizia. Rose venne soprannominata la “ministra della moda” di Francia. Le sue invenzioni cominciarono a essere esportate e ricercate nelle principali capitali europee.

Élisabeth Vigée Le Brun, Maria Antonietta in gran abito di corte, 1778.
Olio su tela, 273×193,5 cm. Kunsthistorisches Museum, Vienna.

Nel corso di pochi anni, Bertin lanciò molte mode, come il quèsaco, un fantasioso copricapo di piume, il panier, un’impalcatura di legno che dava alle gonne dimensioni smisurate, e la redingote femminile.

La sua stella tramontò con la Rivoluzione francese e la detronizzazione della regina.

Oggi i capolavori di Rose Bertin si possono ammirare nelle stampe d’epoca e, soprattutto, attraverso i numerosi ritratti di Maria Antonietta.

Chi volesse approfondire la figura di Rose Bertin può leggere il suo diario La sarta di Maria Antonietta, pubblicato in Italia dalle edizioni Clichy.

SPUNTI DIDATTICI

CREAZIONI A CONFRONTO

Si proponga alla classe di guardare insieme alcune scene del film Marie Antoniette di Sofia Coppola (2006). I costumi disegnati dalla grande costumista italiana Milena Canonero sono stati considerati dalla critica fra le migliori ricreazioni cinematografiche dei vestiti del Settecento. Si confrontino i vestiti che appaiono in questo film con i modelli originali di Rose Bertin: si tratta di una libera reinterpretazione, o di una scrupolosa ricostruzione? Quali sono gli aspetti, di similitudine o di somiglianza, che vengono subito notati?

Immagine in apertura: François Boucher, La modista, 1746 (dettaglio). Olio su tela, 64×53 cm. National Museum, Stoccolma.

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